Il Coordinamento
Il Coordinamento
Il Coordinamento "Amici del ChievoVerona" nasce nel 1995 sotto la spinta di persone vicine all'ambiente dell'Associazione Calcio ChievoVerona con lo scopo di mettere in contatto e coordinare l'attività dei club di tifosi sorti spontaneamente dopo la storica promozione in serie B. Oltre al sostegno di varie persone interessate all'iniziativa è da sottolineare il contributo apportato da Alessandro Cardi, promotore del movimento e da Marco Pacione, ex giocatore di molte squadre tra le quali anche Juventus e Verona, il quale è subentrato nell'incarico di referente presso la società.
Il ruolo del Coordinamento è quello di gestire la parte moderata della tifoseria della squadra ChievoVerona: organizza le cene sociali dei vari calcio club, le trasferte dei supporters, i tornei calcistici riservati ai club affiliati e mantiene i contatti tra i tifosi e la società.
Per propria convinzione ed interpretando anche le aspettative della Dirigenza del ChievoVerona, i membri del Direttivo intraprendono una politica mirata a riportare gli eventi calcistici su un piano più umano, cercando l'incontro e non lo scontro con le altre tifoserie, organizzando di volta in volta pranzi conviviali, partite di calcio o scambi di gagliardetti.
Oltre a queste iniziative il Coordinamento si mostra sensibile ad esempi di solidarietà aiutando, nel suo piccolo, l'ex curato di Chievo missionario in Brasile, il dottor Alberto Piubello, medico prestante servizio in Camerun, e di recente anche l'A.G.B.D., un'associazione che si occupa di persone colpite dalla sindrome di Down. Tale mentalità fa sì che gli "Amici del ChievoVerona" acquistino stima presso i responsabili delle altre tifoserie d'Italia ufficialmente riconosciute, risultando per tre volte, tra il 1995 ed il 1999, il pubblico più corretto della propria categoria, a cui va ad aggiungersi l'affermazione anche per la stagione 2000/2001 e per la successiva 2001/2002 della Coppa Fair Play "Gaetano Scirea".
Cominciando a rendersi necessaria una certa organizzazione, anche giuridica, nel 1997 i membri del coordinamento decidono di costituirsi come associazione senza fini di lucro, redigendo un proprio statuto a cui si devono attenere i club aderenti, mirante a regolare il movimento in modo uniforme, sollecitante la solidarietà e l'amicizia nello sport.
Questa nuova dimensione legale rende possibile al movimento di editare autonomamente, dopo alcune collaborazioni, un proprio organo d'informazione, "La Voce del Chievo", sul quale vengono divulgate le varie attività in programma e la propria filosofia di "essere tifosi". Il periodico, distribuito sugli spalti dello stadio Bentegodi, offre al Direttivo la possibilità, tramite la raccolta di inserzioni pubblicitarie, di raccogliere fondi da destinare ad agevolare gli iscritti nelle attività comuni quali trasferte, cene sociali ed eventi ulteriori di volta in volta organizzati.
In questo ambito va ricordata la disponibilità offerta da due membri del direttivo per la realizzazione del ciclostile semiserio e d'informazione sportiva che, nel 1997, accompagnava i supporter gialloblù lontano dal Bentegodi: "Quei del Ceo Scarabocchio dei tifosi della diga in trasferta".
Legato anche alle fortune della squadra, il Coordinamento "Amici del ChievoVerona" nella stagione 1999/2000 raggiunge gli 11 club distribuiti tra la città e la provincia di Verona ed uno presente in territorio trentino. E' inoltre attiva dallo stesso anno una sezione denominata "Le Monelle" che raccoglie la componente femminile della tifoseria del Chievo e si relazione con le altre analoghe associazioni delle tifoserie femminili d'Italia.
La stagione 2000/2001, conclusasi con la promozione del ChievoVerona in serie A, segna il boom del fenomeno Chievo in tutti i suoi aspetti, proiettandolo alla ribalta nazionale. Cresce il numero dei club affiliati e cresce la richiesta per inaugurarne di nuovi; aumentano il colore ed il calore sugli spalti del Bentegodi e sempre più tifosi aderiscono alle trasferte organizzate, mentre i responsabili del Direttivo ed i loro collaboratori si prodigano nel gestire l'entusiasmo crescente.
Tra i vari sodalizi, la parte del leone viene svolta dal club "La Pantalona" situato presso il bar centrale di Chievo, in passato sede e magazzino della Società stessa, ed ora ritrovo delle squadre giovanili. Il club si presta tutt'ora come punto di riferimento dell'intero movimento, ma va giustamente sottolineato che, in un ambiente piccolo come la tifoseria del ChievoVerona, è l'insieme di tutti i club a rendere gli "Amici del ChievoVerona" qualcosa di unico e particolare.
La prima stagione in serie A è una trionfante cavalcata che vede la squadra raggiungere la qualificazione alla Coppa UEFA, dopo aver sfiorato l'accesso alla Champions' League. Il ChievoVerona è ormai un fenomeno planetario. I media raccontano con enfasi le imprese della squadra della Diga e il paradosso dei “mussi volanti” diventa un simbolo. L'attenzione per la squadra si riversa anche sui suoi tifosi: interviste, speciali, reportage preparano la strada alla nascita di circoli di appassionati anche lontano da Verona.
I due campionati successivi fanno in modo che, pur se tra varie traversie, i gialloblu si insedino nella massima categoria e, parimenti, il Coordinamento comincia ad annoverare stabilmente una quarantina di circoli ufficialmente affiliati.
Nell'estate del 2003 nasce il “Gruppo Baracade”, un gruppo di amici che si propone la finalità di portare dei momenti di festa attorno all'evento sportivo. I molti punti in comune con la filosofia degli “Amici” fa sì che i suoi membri diventino dapprima coadiuvatori del Direttivo ed in seguito consiglieri a tutti gli effetti. La politica degli incontri prepartita con le diverse tifoserie ottiene nuovo slancio e non mancano gli incontri organizzati per cementare il feeling anche all'interno della stessa tifoseria gialloblu. Non mancano ovviamente i progetti di beneficenza come le iniziative a favore del G.A.L.M. e il consistente apporto che il Coordinamento offre alla Società nel realizzare il “Progetto Chievo Brasil” destinato a realizzare un impianto sportivo nella favela di Alto do Mateus.
Anche quest'anno arriva il riconoscimento del Trofeo “Fair Play – G. Scirea” per gli “Amici del Chievo” destinato alla tifoseria più corretta.
E l'avventura continua…













